Elisa c’è! Cronaca di una domenica a Feltre tra farfalle, tuoni e nuovi legami

12.05.2026

Ci sono domeniche che iniziano con una responsabilità diversa dal solito. Normalmente, Elisa è accompagnata dal suo papà, il nostro Presidente, ma domenica 10 maggio il testimone è passato a me. Come suo Vice, mi sono reso disponibile ad accompagnarla al Torneo di Feltre (Memorial Sara e Dario Secco), e quello che doveva essere un semplice "servizio" si è trasformato in un onore, in un piacere e in una scoperta.

Il viaggio: oltre il silenzio del Dojo

In palestra siamo abituati alla disciplina e alla concentrazione, ma il viaggio in macchina verso Feltre ci ha regalato una Elisa inedita. Grazie alla complicità di due compagni di viaggio d'eccezione — lo Zio Claudio e mia moglie Chiara — ho scoperto un'atleta "chiacchierona" e solare. È in questi momenti, lontano dal tatami, che si costruisce il vero spirito del Mikage Dojo: conoscersi come persone prima ancora che come judoka.

Il riscaldamento: un segnale inaspettato

Dopo la pesata obbligatoria, siamo passati al warm-up. Ho avuto il piacere di accompagnarla nel riscaldamento e, nonostante la mia sensazione fosse che Elisa avesse già tutto sotto controllo, è stato lì che ho avvertito qualcosa di nuovo. Dimenticate la spensieratezza delle chiacchiere in auto: nel pre-gara ho sentito un kuzushi differente. Una trazione tenace, profonda, molto più determinata rispetto a quella degli allenamenti. Era il segnale che Elisa era entrata "in bolla".

Leggera come una farfalla, solida come la roccia

In gara non abbiamo visto il suo celebre Morote Seoi Nage, forse per la stanchezza di una stagione intensa che volge al termine. Ma abbiamo visto molto altro. I suoi movimenti sul tatami sono stati qualcosa di elevato: definirli "danza" sarebbe riduttivo. Elisa si muoveva con la grazia e l'imprevedibilità di una farfalla, ma con una finalità tecnica che solo chi studia il Judo con dedizione può raggiungere.

Il primo posto è sfuggito per un soffio, deconcentrato probabilmente da fattori esterni e ambientali, ma il valore della sua prestazione resta intatto. Quel secondo posto è un argento che pesa quanto l'oro per la qualità del Judo espresso.

Elisa C'È!

Se fossimo in una telecronaca di MotoGP, useremmo tre parole semplici ma definitive: ELISA C'È!

C'è con la testa, c'è con il cuore e c'è con una presenza che illumina il tatami. Torniamo da Feltre non solo con una medaglia, ma con la consapevolezza di avere tra le nostre fila un'atleta che sa trasformare la fatica in arte.

Grazie Elisa per avermi permesso di farti da "ombra" in questa trasferta. Il futuro è tuo, e il Mikage Dojo è orgoglioso di ogni tuo passo.

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